ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

LOCANDINA ARLECCHINO

È con questo termine che viene indicata quella particolare arte teatrale che utilizza, soprattutto, burattini e marionette. E proprio le marionette sono al centro dello spettacolo: “Arlecchino servitore di due padroni”…

Spettacolo con le Marionette Lupi

Tratto da Carlo Goldoni

Adattamento e regia FRANCO LUPI

Marionettisti ALICE RIPOLI, ALESSANDRA GUARNERO, DONATELLA DEGRANDI, BRUNO PANTANO, FRANCO LUPI

Scene Gianfranco Gallo

Costumi Donatella Degrandi

Musiche W.A. Mozart

Voci

NATALINO BALASSO

PIERO MARCELLI, DONATELLO FALCHI, LINO SPADARO, ROBERTO PETRUZZELLI,

IVANA VALLA, STEFANO MORETTI, BRUNO PANTANO, GIORGIA NORDIO

ESTER RUGGIERO

La trama

Nella locanda di Brighella, Clarice, figlia di Pantalone, si fidanza con Silvio, figlio del Dottore, dopo che la notizia della morte di Federigo Rasponi (un uomo di affari di Torino cui il padre l’aveva promessa) l’ha sciolta dall’impegno. L’arrivo del redivivo Rasponi getta lo scompiglio: solo Brighella riconosce nel guastafeste la sorella del defunto Beatrice, ma essendo stato fedele servitore dei Rasponi, tace. Beatrice Rasponi, travestita da uomo, è alla ricerca dell’amato Florindo. Anche Florindo è alla locanda, in incognito e Arlecchino, servitore di Beatrice si è fatto assumere anche da lui, così fa vere prodezze per servire entrambi e far sì che non si incontrino mai. Smascherato Arlecchino e caduti i travestimenti, Florindo e Beatrice, Silvio e Clarice, Arlecchino e Smeraldina (serva di Pantalone) convolano a giuste nozze.

Le note dell’autore

«Sopraggiunge a distrarmi una lettera da Venezia e mette in agitazione tutto il mio sangue e il mio spirito; era una lettera di Sacchi. Tale comico mi chiedeva una commedia e mi inviava, anzi, il soggetto, sul quale mi lasciava libero di lavorare secondo la mia fantasia. Che tentazione per me! La commedia era stata la mia passione; il soggetto che mi proponeva era “Il servitore di due padroni”; morivo dalla voglia di mettermi di nuovo alla prova…». CARLO GOLDONI

 

Le note di regia

Un capolavoro goldoniano che continua a stupire per la sua freschezza e per il suo meccanismo perfetto. Per me invece una sfida, ma chi fa teatro lo sa - le sfide sono il motore che fa andare avanti tutto il meccanismo; poi mettiamoci dentro incoscienza, adrenalina, piacere, passione e gli ingredienti ci sono tutti! Penso che le marionette possano davvero sposare l’arte di Goldoni perché sfruttano quella parte grottesca che è peculiare loro ed è proprio la caratteristica sulla quale ho fatto leva. Così come l’altro aspetto su cui ho lavorato molto è quello di annullare il più possibile gli elementi o comunque renderli solo simboli, in modo da lasciare la parola e il movimento delle marionette come unici veri protagonisti; tanto più che per le voci, ho potuto contare su un cast davvero eccezionale. E’ mia abitudine utilizzare questo spazio per ringraziare tutti coloro i quali, direttamente o indirettamente, contribuiscono ad assecondare le mie follie teatrali. Dedico questo spettacolo alla mia amica Andreina che ha lasciato un vuoto incolmabile.                                                                                 FRANCO LUPI

Produzione realizzata per conto e in memoria di Andreina Valentini Polo


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