Teatro per ragazzi

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Il Circolo Bloom, nato come gruppo di teatro per ragazzi, si è dedicato negli anni anche alla produzione di spettacoli per adulti.
Nel 1997 hanno inizio i laboratori nelle scuole elementari, medie e superiori in collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani.

Negli anni ha curato diverse rassegne teatrali e nel 2013 inaugura la prima stagione teatrale ospitata nella sede storica di Via Challant 13.

La storia dell'Orco Gianbeppe

di Anna Vivarelli
Regia: Esther Ruggiero

Orco Gianbeppe foto 1“C’era una volta un orco che viveva sulle colline. Gli piacevano i fiori, gli alberi, le pietre del ruscello e i rumori del bosco. Ma era molto triste perché non aveva nessuno con cui parlare. Nessuno giocava con lui, nessuno gli raccontava le storie che ci sono nei libri. Finché un bel giorno…”

L’inizio di una bella favola, o la fine di un’avventura. In fondo – si sa – per gustare a pieno le proprie esperienze di vita bisogna poterle spartire con qualcuno e per fare questo bisogna essere in grado di raccontare e sapersi relazionare con gli altri.

Gira intorno a questo nucleo tematico il testo di Anna Vivarelli, che focalizza l’attenzione sul rapporto con l’alterità e sulla disponibilità di ciascuno a conoscere e a scoprire il mondo.

La grande curiosità dei bambini non ha limiti, ma proprio per questo è necessario contrastare la tendenza a costruire degli argini che a prima vista possono sembrare protettivi ma che a lungo andare si trasformano in muraglie segreganti. È quindi dovere di chi si professa adulto aiutare ad andare oltre. Noi cerchiamo di farlo in modo molto semplice, proponendo una storia in bilico tra la favola e la realtà, nel modo in cui sappiamo farlo e cioè usando il teatro, un gioco che per definizione è “vivere e sentire altro”.

E poi c’è il gioco dei ruoli… che cosa succede quando ci si ritrova “dall’altra parte”? Come ci si deve comportare quando inaspettatamente ci si ritrova calati nel ruolo di un adulto? E anche qui il teatro è il linguaggio che più si adatta a far provare questo tipo di esperienza: in una sorta di metateatro cercheremo non solo di raccontare una storia divertente, ma anche di farla vivere, lasciando nei pensieri di chi giocherà con noi qualche piccolo seme che speriamo si trasformi in grandi fiori con i colori della curiosità.

Orco Gianbeppe foto 2La trama. Due bambini incontrano il famigerato Orco Gianbeppe e poco per volta scoprono che non è così cattivo come tutti pensano. È solo un omone un po’ grosso e molto schivo, senza gli strumenti per relazionarsi con il mondo; si offrono così di aiutarlo trasformandosi in due piccoli maestri alle prese con l’ABC e mille altre cose. E naturalmente nasce un’amicizia…

Lo spettacolo. È presentato con un forma drammaturgica tradizionale, ma è prevista l’interazione con i bambini.

La compagnia. Tre attori e la preziosa complicità dei bambini.

La ricaduta didattica. I contenuti cognitivi riguardano la lettura, la scrittura e piccole attività pratiche. I contenuti formativi riguardano aspetti come la relazione con l’altro, il superamento del pregiudizio, il passaggio di ruolo, la responsabilizzazione.

Fascia d'età: dai 5 anni - Durata: 60 minuti
Esigenze tecniche: rappresentabile in qualunque spazio

 

Per caso e per naso

di Anna Vivarelli
Adattamento: Esther Ruggiero
Fonte: libro omonimo di Anna Vivarelli edito da "I Delfini - Fabbri Editori
Regia: Esther Ruggiero
Con: Vincenzo Caruso, Valeria Di Legami, Valter Ripoli

Ha vinto il premio “Rosa d’oro” al XXI Festival Teatro Ragazzi della Città di Padova

Loc Per caso e per naso“In quel paese vicino o lontano
s’udiva parlare in modo un po’ strano:
tutte le volte che s’apriva bocca
doveva uscire una filastrocca”

Inizia così la prima strofa in rima del testo di Anna Vivarelli e subito crea un mondo fantastico, altro, in cui si gioca con regole precise.

Ed è proprio questo il pregio del testo che più si vuole valorizzare: la visione di un mondo altro – colorato e musicale – in cui il rigore della norma è pari soltanto a quello che spesso i bambini sanno applicare nelle loro interazioni ludiche.

La lingua, d’altra parte, è un codice geniale, che permette divertissement a volte insospettabili, e se oggi – finalmente – si parla di ludolinguistica un motivo c’è: il gioco permette di memorizzare meccanismi e informazioni che talora paiono inarrivabili e i giochi di e con le parole stimolano la creatività linguistica che il nostro mondo di comunicazioni mediate e sintetiche purtroppo tende ad appiattire.

La trama. Nelle città delle parole in rima tutti parlano in rima, il che è buffo, ma può anche causare qualche problema, dato che quando un incauto abitante sbaglia una rima, subito sparisce. Colpa dell’Orchessa Maestra, che tiene prigionieri nel suo castello tutti i rimatori pasticcioni, costringendoli a recitare rime infinite sui banchi di scuola.
Ma un giorno arriva Gino Ginestra, un poeta giramondo deciso a sfidare l’Orchessa in una gara di parole in rima…

Lo spettacolo. Una narrazione agita e cantata, a mezzo tra i cantastorie e il teatro dei saltimbanchi.

La compagnia. Due attori, un’attrice, tre cantanti, tre saltimbanchi, un musicista, un rumorista e due tecnici per un totale di tre persone.

Foto Per caso e per nasoLa ricaduta didattica. I contenuti cognitivi riguardano – evidentemente – l’uso della lingua, i meccanismi di produzione creativa e la ritmicità del verso. I contenuti formativi sfiorano tematiche come la cooperazione, l’approccio ludico alla didattica e la non stigmatizzazione dell’errore.

Fascia d'età: 6 - 10 anni - Durata: 60 minuti
Esigenze tecniche: spettacolo rappresentabile in qualunque spazio.

C'era c'era

di Guido Quarzo e Anna Vivarelli
Liberamente ispirato a “C’era due volte il barone Lamberto” di Gianni Rodari
regia di Esther Ruggiero

Cera Cera locandinaC’era una volta un romanzo, scritto come una favola ma con l’intento neppure troppo nascosto di farne un graffito di una realtà sociale che a tutt’oggi sembra imperare. Ma la favola c’è ed è un susseguirsi di trovate rodariane, in bilico tra il surreale e la quotidianità più spicciola, fatta di trovate giocose e di personaggi tratteggiati con un’ironia visionaria assolutamente attuale.

La trama
Il barone Lamberto non vuole invecchiare, un po’ perché è una debolezza umana e un po’ perché è un uomo molto potente e ricco che non ammette di dover lasciare – prima o poi - i suoi privilegi. Il maggiordomo Anselmo è il suo devoto e irreprensibile servitore, perfettamente integrato nella routine quotidiana, di cui nulla mai cambierebbe.

Il giovane nipote Anselmo è un aitante perditempo, avido e squattrinato la cui unica attività consiste nel desiderare l’eredità del – secondo lui - morituro zio Lamberto.
E su questi archetipi si abbatte la novità, l’imprevisto, lo stravolgimento: il barone trova un curioso elisir di eterna giovinezza che porta lui verso un’irrimediabile regressione e gli altri verso una palpabile insicurezza. E di qui un precipitarsi di eventi, più o meno fortuiti, che portano ciascuno a confrontarsi con la propria vita.

C’era una volta tutto questo, si diceva, e c’era una volta il desiderio del Circolo Bloom di portare sulla scena questa storia, facendone uno spettacolo per ragazzi senza allontanarsi troppo dalle linee tracciate in origine dall’autore.

Cera cera FOTOConciliare le due cose non sembrava facile, ma dopo mille ipotesi è venuto finalmente alla luce C’era c’era, la cui stesura drammaturgica è stata affidata alle sapienti mani di Guido Quarzo e Anna Vivarelli, in cui si cerca di usare il teatro per dare corpo alle visioni e all’umanità dei personaggi.

Si è scelta una linea registica frizzante, in cui le figurine tracciate dagli autori scivolano velocemente tra le maglie della storia, accompagnate costantemente da un tessuto sonoro che riporta il pubblico alla musicalità ben nota delle filastrocche rodariane.

Morale della storia?

La morale di questa storia – dice ad un certo punto il saggio bandito - è che io ho imparato che ogni età ha i suoi pregi e suoi difetti e che l'infanzia è meglio viverla una volta sola...

E che l’importante è non prendersi troppo sul serio… Mai.                                                                   
Esther Ruggiero

Fascia d’età: dai 9 anni - Durata spettacolo: 1 ora e 10 minuti

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