La storia dell'Orco Gianbeppe

di Anna Vivarelli
Regia: Esther Ruggiero

Orco Gianbeppe foto 1“C’era una volta un orco che viveva sulle colline. Gli piacevano i fiori, gli alberi, le pietre del ruscello e i rumori del bosco. Ma era molto triste perché non aveva nessuno con cui parlare. Nessuno giocava con lui, nessuno gli raccontava le storie che ci sono nei libri. Finché un bel giorno…”

L’inizio di una bella favola, o la fine di un’avventura. In fondo – si sa – per gustare a pieno le proprie esperienze di vita bisogna poterle spartire con qualcuno e per fare questo bisogna essere in grado di raccontare e sapersi relazionare con gli altri.

Gira intorno a questo nucleo tematico il testo di Anna Vivarelli, che focalizza l’attenzione sul rapporto con l’alterità e sulla disponibilità di ciascuno a conoscere e a scoprire il mondo.

La grande curiosità dei bambini non ha limiti, ma proprio per questo è necessario contrastare la tendenza a costruire degli argini che a prima vista possono sembrare protettivi ma che a lungo andare si trasformano in muraglie segreganti. È quindi dovere di chi si professa adulto aiutare ad andare oltre. Noi cerchiamo di farlo in modo molto semplice, proponendo una storia in bilico tra la favola e la realtà, nel modo in cui sappiamo farlo e cioè usando il teatro, un gioco che per definizione è “vivere e sentire altro”.

E poi c’è il gioco dei ruoli… che cosa succede quando ci si ritrova “dall’altra parte”? Come ci si deve comportare quando inaspettatamente ci si ritrova calati nel ruolo di un adulto? E anche qui il teatro è il linguaggio che più si adatta a far provare questo tipo di esperienza: in una sorta di metateatro cercheremo non solo di raccontare una storia divertente, ma anche di farla vivere, lasciando nei pensieri di chi giocherà con noi qualche piccolo seme che speriamo si trasformi in grandi fiori con i colori della curiosità.

Orco Gianbeppe foto 2La trama. Due bambini incontrano il famigerato Orco Gianbeppe e poco per volta scoprono che non è così cattivo come tutti pensano. È solo un omone un po’ grosso e molto schivo, senza gli strumenti per relazionarsi con il mondo; si offrono così di aiutarlo trasformandosi in due piccoli maestri alle prese con l’ABC e mille altre cose. E naturalmente nasce un’amicizia…

Lo spettacolo. È presentato con un forma drammaturgica tradizionale, ma è prevista l’interazione con i bambini.

La compagnia. Tre attori e la preziosa complicità dei bambini.

La ricaduta didattica. I contenuti cognitivi riguardano la lettura, la scrittura e piccole attività pratiche. I contenuti formativi riguardano aspetti come la relazione con l’altro, il superamento del pregiudizio, il passaggio di ruolo, la responsabilizzazione.

Fascia d'età: dai 5 anni - Durata: 60 minuti
Esigenze tecniche: rappresentabile in qualunque spazio

 


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